Basic Life Support

 

 

 

 

Le tecniche di compensazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Logo dell'Italian Resuscitation CouncilBASIC LIFE SUPPORT (BLS)

Secondo le linee guida

 

PREMESSA

L'Italian Resuscitation Council è un gruppo che coinvolge medici di diverse discipline e infermieri professionali attivamente impegnati nel settore della rianimazione cardiopolmonare intra ed extra ospedaliera allo scopo primario di diffondere la cultura e l'organizzazione della rianimazione cardiopolmonare in Italia. Nell'ambito del collegamento con l'European Resuscitation Council, come prima iniziativa l'Italian Resuscitation Council ha promosso un consenso nazionale sul tema del - Basic Life Support (BLS) - supporto delle funzioni vitali con tecniche di base - facendo riferimento alle linee guida internazionali, aggiornate al 1992. In questo ambito sono stati definiti due moduli formativi rivolti rispettivamente alla popolazione e agli operatori sanitari. Questo manuale, rivolto all'operatore sanitario, contiene gli elementi teorici indispensabili per comprendere i principi e le tecniche di RCP ma deve essere associato ad un corso di tipo pratico-comportamentale per garantire l'acquisizione delle "abilità" del BLS.

IL SUPPORTO DI BASE DELLE FUNZIONI VITALI (BLS)

II Supporto di base delle funzioni vitali (Basic Life Support, BLS) consiste nelle procedure di rianimazione cardiopolmonare (RCP) necessarie per soccorrere un paziente che:

  • ha perso coscienza;
  • ha una ostruzione delle vie aeree o si trova in stato di apnea per altri motivi;
  • è in arresto cardiaco.

L'obiettivo principale del BLS è la prevenzione dei danni anossici cerebrali; le procedure sono finalizzate a:

  • prevenire l'evoluzione verso l'arresto cardiaco in caso di ostruzione respiratoria o apnea;
  • provvedere alla respirazione e alla circolazione artificiali in caso di arresto di circolo.

Le procedure di BLS sono standardizzate e riconosciute valide da organismi internazionali autorevoli (American Heart Association, European Resuscitation Council, Italian esuscitation Council) che periodicamente provvedono ad una revisione critica e ad un aggiornamento in base all'evoluzione delle conoscenze.
L'acquisizione delle "abilità" del BLS prevede la frequenza di un corso di tipo pratico-comportamentale; pertanto il presente manuale costituisce uno degli strumenti didattici del corso stesso e non può sostituirlo.

 

SEGNI DI ALLARME DELL'ATTACCO CARDIACO


Quando una parte del muscolo cardiaco non riceve un adeguato flusso di sangue per un periodo prolungato (circa 20-30 minuti) si manifesta una condizione clinica comunemente chiamata "attacco cardiaco", che può in alcuni casi portare all'infarto miocardico, cioé alla morte di un certo numero di cellule cardiache.
Nel corso di un attacco cardiaco è possibile che si verifichi la cessazione improvvisa dell'attività di pompa del cuore (arresto cardiaco) dovuta in molti casi a fibrillazione ventricolare; in tal caso i presenti, se sono in grado di farlo, devono tempestivamente mettere in atto le procedure del BLS e attivare il sistema di emergenza.
Tuttavia, è opportuno conoscere i segni premonitori che possono farci sospettare che un arresto cardiaco sia imminente o possibile, così da poter mettere in atto un soccorso precoce; è opportuno cioé conoscere i segni di allarme dell'attacco cardiaco:

  • dolore o senso di oppressione al centro del torace o localizzato alle spalle, al collo, alla mandibola o alla parte superiore dell'addome in corrispondenza dello stomaco;
  • sudorazione, nausea, sensazione di "mancanza di respiro" e di debolezza;
  • il dolore non viene necessariamente descritto come "acuto"; a volte può essere di entità modesta ed essere presente solo difficoltà respiratoria;
  • i sintomi possono comparire in qualsiasi luogo ed in qualsiasi momento, sia che il paziente stia facendo uno sforzo, sia che si trovi a riposo.

LA MORTE IMPROVVISA


Si definisce morte improvvisa la cessazione brusca ed inaspettata dell'attività circolatoria e respiratoria. Può verificarsi senza segni premonitori ed essere la prima manifestazione della malattia coronarica. Può colpire pazienti con malattia cardiaca nota, specialmente nel corso delle prime due ore dall'inizio di un attacco cardiaco o soggetti non cardiopatici.

IL DANNO ANOSSICO CEREBRALE

La mancanza di apporto di ossigeno alle cellule cerebrali (anossia cerebrale) produce lesioni che diventano irreversibili dopo circa 4-6 minuti di assenza di circolo. L'attuazione di procedure atte a mantenere una ossigenazione d'emergenza può interrompere la progressione verso una condizione di irreversibilità dei danni tessutali. Qualora il circolo venga ripristinato ma il soccorso sia stato ritardato o inadeguato, l'anossia cerebrale prolungata si manifesterà con esiti di entità variabile: stato di coma persistente, deficit motori o sensoriali, alterazioni delle capacità cognitive o della sfera affettiva, ecc. Le possibilità di prevenire il danno anossico dipendono dalla rapidità e dalla efficacia delle procedure di soccorso, ed in particolare dalla corretta applicazione della "Catena della sopravvivenza".

La "Catena della sopravvivenza"

La sopravvivenza integra dopo un arresto cardiaco avvenuto in sede preospedaliera dipende dalla corretta realizzazione di una serie di interventi; la metafora della "catena" sta a significare che se una delle fasi del soccorso è mancante, le possibilità di sopravvivenza sono ridottissime.
Come illustrato in figura, i quattro anelli della catena sono costituiti da:

  • accesso precoce al sistema di emergenza;
  • inizio precoce delle procedure di BLS (con particolare riferimento al BLS messo in atto dalle persone presenti);
  • defibrillazione precoce, cioè arrivo precoce sul posto di un'èquipe in grado di praticare la defibrillazione;
  • inizio precoce del trattamento intensivo (ACLS).

 

Quattro anelli della Catena del BLS prima del 2000

 

 

 

 

Dopo il BLS, quindi, la prosecuzione logica della formazione nella RCP comprende l'acquisizione delle tecniche di supporto vitale avanzato (Advanced Cardiac Life Support, ACLS): defibrillazione, intubazione tracheale, impiego di farmaci, ecc. Esse hanno l'obiettivo del ripristino del circolo spontaneo e della stabilizzazione del paziente dopo arresto cardiaco.
La defibrillazione, anche se inclusa fra le tecniche ACLS, viene sempre più considerata come un passo del BLS praticato da personale sanitario: nei sistemi di soccorso in cui le unità BLS praticano la defibrillazione precoce con i defibrillatori semiautomatici (DAE) si sono osservati significativi miglioramenti della sopravvivenza dopo arresto cardiaco in sede preospedaliera.
Pertanto, la nuova catena della sopravvivenza (linee guida 2000) è formata da tre anelli:

 

Tre anelli della Catena del BLS dal 2000

 

 

 

 

 

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