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Le tecniche di compensazione
La compensazione è il fenomeno che determina il
raggiungimento dell'equilibrio tra la pressione del gas presente nelle cavità
corporee e la pressione esterna.
A dirla così sembra complicato, vediamo di chiarire.
Se abbiamo due contenitori pieni di gas a due pressioni diverse e collegati
da un rubinetto chiuso ogni gas manterrà la sua pressione iniziale (per i
pignoli: solo a temperatura costante), se apriamo il collegamento i due gas
si .compenseranno. raggiungendo una pressione finale uguale nei due
compartimenti.
Quando compensiamo le cavità aeree, essenzialmente l'orecchio medio,
facciamo la stessa cosa, equilibriamo la pressione esterna al timpano
(dovuta nel nostro caso dalla pressione idrostatica) e quella presente
nell'orecchio medio.
Noi siamo in grado di compensare "meccanicamente" solo l'orecchio
medio, le cavità aeree come i seni (frontali, mascellari, etmoidali e
sfenoidali) sono sempre in comunicazione con le cavità nasali e la loro
compensazione è automatica.
Se le mucose che tappezzano queste cavità sono congestionate (raffreddore e
simili) potrà accadere che il passaggio di gas non sia possibile o diventi
difficoltoso, in questo caso avremo delle difficoltà di compensazione e
sarà bene rinunciare ad immergersi.
I polmoni sono sempre a contatto con l'esterno tramite le via aeree e non
importa fare nulla per compensarli, eccetto obbedire alla regola
fondamentale delle immersioni con autorespiratore: "respirare sempre
senza trattenere mai il respiro".
Ci rimane un altro spazio aereo, quello artificiale creato dall'uso della maschera. Questo
va compensato frequentemente durante la discesa immettendovi aria
attraverso il naso.
Come lo si compensa?
Torniamo al nostro orecchio medio. Prima vediamo dove si trova e
com'è fatto.
L'orecchio viene diviso in esterno, medio e interno (vedi fig. 1),
grossolanamente quello esterno comprende il padiglione auricolare, il
condotto uditivo esterno e la membrana timpanica.

Figura 1, orecchio esterno, medio e interno
Quello interno si estende dalle finestre ovale e rotonda verso la parte
centrale della testa e contiene gli organi nervosi che traducono le onde
sonore in impulsi che noi percepiamo come suoni. L'orecchio medio è
compreso tra queste due porzioni, dalla membrana del timpano alle membrane
che chiudono le due finestre. Al suo interno è presente la "catena
degli ossicini" composta da martello, incudine e staffa, tre piccole
ossa che trasmettono le vibrazioni del timpano all'orecchio interno,
amplificando i suoni.
L'orecchio medio è in comunicazione con la parte posteriore delle cavità
nasali attraverso due "tubicini" che prendono il nome di tube di
Eustachio (la freccia blu della fig. 2 ne indica l'apertura inferiore).

Figura 2, tube di Eustachio
É attraverso esse che l'aria può arrivare dalla bocca e dal naso fino
all'orecchio medio e compensarlo.
Anche le tube sono rivestite di mucosa che, se infiammata, può
impedire il passaggio dell'aria con le ovvie conseguenze.
Dopo questa breve introduzione vediamo le manovre di compensazione,
ne esistono molte, conosciute con con nomi diversi anche a seconda del
paese nel quale ci troviamo.
La manovra classica, detta di Valsalva, (dal nome dell'anatomista
Antonio Valsalva che la utilizzava per curare l'otite purulenta) prevede
che il subacqueo chiuda le narici con le dita e soffi contro la resistenza
dovuta alla chiusura del naso. In questo modo l'aria viene sospinta verso
le tube di Eustachio e, attraverso queste, nell'orecchio medio dove
equilibrerà la pressione idrostatica esercitata dall'acqua presente
all'esterno del timpano.
Il problema di questa manovra è che richiede uno sforzo espiratorio
notevole che può creare vari inconvenienti legati all'importante incremento
della pressione endotoracica.
Molto meno traumatica, e più efficace se correttamente eseguita, è la Manovra di Marcante,
nota nel mondo come Manovra di Frenzel. Per illustrarla ricorriamo a
due illustrazioni tratte dal celebre volume "Scendete sott'acqua con
me" scritto proprio da Duilio Marcante e dal prof. Giorgio Odaglia. La
prima (fig. 3) mostra il Valsalva classico, la seconda (fig. 4) mostra la
manovra di Marcante-Odaglia.

Figura 3, Valsala Figura 4,
Marcante-Odaglia
Questa tecnica prevede che il subacqueo chiuda il naso con le dita e poi
sollevi la lingua in alto e indietro (non la punta ma la parte posteriore)
in modo da sospingere l'aria contenuta nella bocca verso le tube di
Eustachio.
La tecnica è molto meno traumatica ed ha un'efficacia superiore al
Valsalva classico.
Di contro è difficile da insegnare e la si può apprendere solo per
tentativi, ne vale però la pena se si pensa che predisposti, un Valsalva
forzato può portare ad un aumento della pressione del liquido
cerebrospinale, questo aumento viene trasmesso all'orecchio interno dove
potrebbe causare la rottura della finestra rotonda con conseguenze molto
gravi. Inoltre può essere una concausa di emorragie oculari, distacco della
retina ed ictus.
Particolarmente importante nell'ottica del subacqueo è il fatto che
possa causare un barotrauma polmonare (sovradistensione) con conseguente
EGA. Inoltre se il subacqueo presenta la condizione nota col nome di
"forame ovale pervio" (comunicazione tra atrio destro e sinistro
del cuore) si può avere passaggio di microbolle d'azoto e conseguente PDD.
Un'altra tecnica è la manovra di Toynbee che prevede un
movimento di deglutizione a bocca e naso chiusi.
Questo sistema permette una compensazione più delicata visto che
non c'è movimento forzato di aria. L'equalizzazione delle pressioni in
questo caso si ha perché il movimento dei muscoli attivati nella
deglutizione causa l'apertura dell'orifizio inferiore delle tube di
Eustachio consentendo il passaggio del gas dal rinofaringe all'orecchio
medio.
In conclusione compensare è più che importante, è indispensabile.
La pratica consente di affinare la manovra prescelta e di compensare sempre
meglio e con maggior facilità. La discesa a piedi verso il basso facilita
le manovre di compensazione in quanto i polmoni sono soggetti ad una
pressione maggiore prima dell'orecchio pertanto il passaggio di aria sarà
facilitato.
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